Il pellet

 


 

LA NASCITA

Il pellet in se vuol dire semplicemente pallina. Tempo fa non si usava il pellet di legno, si usava pero utilizzare questa forma sui vari alimenti per animali.  Un esempio molto facile è quello del coniglio, infatti il cibo di questi animali, per praticità, veniva  compresso e tagliato per avere la forma di un piccolo bastoncino.

Poco tempo dopo nacque il pellet  di  legno  con le prime stufe e caldaie. Fino al 2002 non è stato considerato molto, l’anno successivo però le cose cominciarono a cambiare notevolmente. Ad aiutare la vita del pellet fu di sicuro la sua produzione che all’inizio  veniva fatta con scarti sia di alberi sia di legno lavorato. In questo ultimo periodo si è cominciato ad utilizzare le vere e proprie piante. I tipi di legno usati sono molti, ma i pellet   più famosi e pregiati sono quelli di ABETE(bianco/rosso),  FAGGIO,  PINO,  CONIFERA e CASTAGNO. A volte, per ottenere una resa migliore, si preferisce fare un misto di due tipologie diverse di legno come ad esempio il Faggio-Abete.

 



 

LA PRODUZIONE

 

Si parte con la materia prima che viene frammentata, tagliata e infine fatta asciugare in  un essiccatore. Si arriva poi ad avere delle scaglie di piccole dimensioni che hanno solamente 10% circa di umidità. Quest’ultime grazie al raffinatore vengono a loro volta sminuzzate fino ad ottenere una polvere di legno.

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Polvere truciolato

In generale, alla segatura non si aggiungono altri materiali come additivi o simili. Questa fase prescritta viene costantemente controllata dal personale dell’azienda produttiva. Si deve evitare il rischio che i macchinari si bloccano o si surriscaldano

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Il cippato  viene pressato attraverso dei fori dal diametro desiderato. A causa dell’attrito con le pareti il legno si scalda e perciò a volte assume una colorazione scura. Pressione e calore, modificano la lignina già presente nel legno e fanno in modo da tenere insieme la segatura senza alcun collante. A pressione maggiore corrisponde un migliore prodotto finale. Il pellet che esce dal macchinario è ancora caldo,  perciò non viene subito gettato nella cisterna ma grazie a un tappeto mobile,  viene trasportato a temperatura ambiente per pochi metri affinché si raffreddi.

 

imbustatore BND

Si arriva infine all’insaccamento del prodotto. Un computer pesa il pellet  versandolo nella busta che viene poi chiusa con il calore. Maggior parte dei sacchi del pellet  sono di 15 kg.  In questo mercato è veramente importante la qualità del sacco al fine di evitare il rovesciarsi del materiale.

Maggior parte delle aziende creano bancali contenenti all’incirca 70 sacchi.  Ogni pedana pesa in media 1000 kg (1 ton).

 

 

 



 

LA CRESCITA

honlap-elemzes_em47Il pellet rappresenta un mercato in forte espansione non solo in Italia, ma a livello globale. L’utilizzo dei pellets porta con sè due grandi vantaggi che si possono riassumere in due parole: Ecologici ed Economici! Il primo vantaggio nel mondo moderno ha un bellissimo impatto; questo prodotto infatti non inquina, non rilascia agenti tossici e sopratutto sfrutta tutte le risorse migliori del legno. Le analisi delle imprese accertano che maggior parte dei produttori fa alberare i suoi terreni più volte.  Economico perché?  Come tutti sappiamo il costo del riscaldamento con caldaie a metano o ancora peggio del GPL da riscaldamento ha raggiunto dei prezzi proibitivi e le cose sembrano andare sempre peggio, quindi attualmente una stufa risulta essere una valida amica per il risparmio personale. A mio parere il pellet non ha soltanto questi due di vantaggi ma anche un altro ben importante: il suo facile utilizzo. Tutte le persone piccole e grandi riescono tranquillamente a provvedere al riscaldamento della casa; maggior parte dei sacchi sono da 15 kg  se non anche da 10 kg.

Il mercato del pellet ha attirato su di lui un gran numero di imprenditori e di produttori, iniziando cosi un vero e proprio movimento che aiuta lo studio e  l’incremento stesso delle biomasse. La nascita di un gran numero di aziende ha portato a una concorrenza  che aiuta il prezzo a rimanere più o meno costante. Il primo consumatore del mondo è l’Italia  con i suoi 3.3 milioni di ton all’anno.

 



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